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Il Samurai Moderno - La Via del Guerriero

il samurai modernoDiventare la versione migliore di noi stessi.  Come un samurai moderno.
Con la pazienza del samurai. La katana pronta nel fodero. Gli occhi bassi rivolti alla battaglia.
Il nobile guerriero giapponese racchiude in sé un’immagine suggestiva.

Forza implacabile e purezza.“Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero” recita un antico verso,
ad indicare come il fiore del ciliegio è il migliore tra i fiori, così il guerriero è il migliore tra gli uomini.


Non è un caso che il verso più celebre accosti la casta dei samurai al ciliegio, simbolo di tutte le arti marziali
e adottato come segno di appartenenza alla classe guerriera giapponese.

Il fiore del ciliegio rappresenta insieme bellezza e impermanenza. Così la vita del guerriero.

CHI ERANO I SAMURAI?

La parola giapponese samurai significa “servire”. Il nobile guerriero che apparteneva a questa classe militare
era il servitore dell’Imperatore e del Daimyo, la casta dei feudatari dominatori nel Giappone feudale.

Alla fine del primo millennio entra in declino il sistema militaristico di stampo cinese che aveva governato il Giappone.
L’aristocrazia giapponese inizia così a formare eserciti privati.
I samurai diventano a poco a poco una figura chiave, a protezione del signore e sul campo di battaglia.

Il potere dei samurai cresce sempre di più fino a diventare la forza dominante nel paese.
Dal secolo XII i samurai entrano in un’epoca d’oro di valorosi guerrieri, dominatori dei conflitti tra i feudatari.

Storicamente la casta guerriera dei samurai sale al potere in Giappone come una élite militare autonoma nel XII secolo. Vive il suo massimo splendore fino al XV secolo, quando gli eserciti dei signori della guerra si fanno sempre più vasti.

La cavalleria samurai combatte grandi battaglie e ispira molti testi classici.
Quest’epoca fatta di eroi trova un iniziale declino con i miglioramenti tecnologici militari e l’aumento dei samurai
addestrati al combattimento.
È tempo per loro di scendere da cavallo.
Sui campi di battaglia del XV secolo combattono al fianco degli ashigaru, i soldati di fanteria.

Nel secolo successivo inizia uno dei periodi più cruenti della storia giapponese, con una serie infinita di
violentissime battaglie combattute dai numerosi feudatari dell’Imperatore che si contendono il potere supremo.
È il periodo Sengoku (1467-1603), o periodo degli stati belligeranti.

Alla fine i tre grandi daimyo passati alla storia come i tre unificatori  – Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi
e Tokugawa Ieyasu – prevalgono sugli altri.

Grazie ovviamente alle abilità militari dei loro valorosi eserciti samurai.
Finalmente un’epoca di pace. E’ l’inizio del periodo Edo (1603-1868).

Il successivo declino del Giappone feudale porta allo smantellamento della classe militare in favore di un
esercito più vicino alle modalità occidentali.

È così che finisce l’epoca dei samurai.
Non la loro leggenda. Non la loro via.

BUSHIDO LA VIA DEL GUERRIERO

La filosofia del samurai è stata parte fondante della cultura giapponese e per molti aspetti questa ne è ancora intrisa. Il codice etico e morale dei samurai è il bushidō, ovvero La Via del Guerriero, basata su sette precetti principali: integrità, coraggio, onestà, onore e lealtà, gentilezza, educazione.

Il testo classico più celebre che sintetizza il codice d’onore è l’Hagakure, di Yamamoto Tsunetomo, samurai poi diventato monaco buddista vissuto tra il 1659 e il 1721.
Altro testo classico è Il libro dei Cinque Anelli di Miyamoto Musashi (1584 - 1645).

In modo differente, raccolgono riflessioni, tattiche, e l’ampia varietà di precetti.
I testi classici di filosofia del samurai ancora conquistano l’immaginario collettivo.
Nel corso dei secoli, il codice d’onore samurai ha conosciuto nuovo interesse.

I principi del bushido hanno ispirato moltissime persone col risultato che oggi molti considerano
i samurai icone mitiche di saggezza e onore.
Un punto fermo per molte persone in cerca di valori che restituiscano un senso alla vita quotidiana.

Anche la meditazione fa parte di questi precetti. Elevare la capacità di concentrazione aiuta ad affrontare
il nemico in battaglia. Aumenta la consapevolezza e mantiene la mente calma di fronte alla fragilità della vita.
La pratica spirituale più comune tra i samurai era il Buddhismo Zen, una forma di Buddhismo Mahayana
fortemente influenzata dalla filosofia taoista.
Veniva praticata la meditazione rinzai, scuola della meditazione zen, in giapponese zazen, meditazione sul vuoto
nella posizione seduta e i problemi senza soluzione razionale, i celebri koan.
La meditazione è ancora una pratica fortemente consigliata dai Samurai oggi.

La via del guerriero ci indica come diventare la versione migliore di noi stessi.
Ma è percorribile ancora oggi questa via?

La Via del samurai persegue il controllo della propria persona e si fa carico di proteggere gli altri.
Al tempo stesso tiene fede all’idea di prevalere sulla volontà altrui.

Lo Shingon è una delle maggiori scuole di buddhismo giapponese.
Secondo questa scuola del buddhismo esoterico sono dieci gli stadi mentali lungo il cammino verso l’Illuminazione:
il decimo stadio corrisponde alla mente divina, il primo corrisponde alla “mente della capra” in cui si soddisfano
i puri istinti animaleschi.

Percorrendo i dieci stadi di evoluzione spirituale, la mente umana assume coscienza dell’idea di spiritualità,
della comunità e dello scopo di vita.
A un certo punto si sceglie la Via da seguire per procedere nel percorso evolutivo.
La Via del samurai è il primo passo nel percorso di risveglio della mente.

Antony Cummins sintetizza i passi da compiere nel saggio su Il Samurai Moderno.
Tratto dai rotoli della scuola Natori-Ryu contiene gli insegnamenti dei samurai di Wakayama, dedicati però al lettore contemporaneo.

Ognuno degli insegnamenti contiene i precetti per elevare le capacità della mente e del corpo.
È un cammino da intraprendere con tenacia per ottenere quello che vogliamo.

Ieri e oggi. Sul campo di battaglia. E nella vita di tutti i giorni.

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