Rosacroce cattolica e ricerca ermetica
L’alchimia è l’arte ermetica per eccellenza: una scienza tradizionale, di natura sia materiale sia spirituale, che ha lo scopo di “liberare lo spirito grazie alla materia e la materia grazie allo spirito”. L’alchimia occidentale, in particolare, deve la sua origine più recente a quella araba, di cui Geber (Jabir ibn Hayyan) è il massimo esponente, che penetrerà nell’Europa cristiana per tre vie: la Spagna, la Provenza e la Sicilia; l’alchimia medievale rifletterà questa origine e avrà come scopo principale la trasmutazione metallica.
Ben più tardi, nel XVI secolo, Teofrasto Paracelso la riporterà alle sue più pure origini: permeato delle conoscenze dell’abate Giovanni Tritemio, punto d’incontro di diverse tradizioni sapienziali, e dalle dottrine neoplatoniche di Marsilio Ficino, le applicherà all’alchimia e alla medicina ermetica.
Tutte queste conoscenze dottrinali e operative andranno a far parte, nel XVII e nel XVIII secolo, del grande patrimonio della tradizione dei Rosacroce nelle sue diverse fasi di sviluppo.
Alle dottrine e alle prassi di confraternite di filosofi ermetici sono dedicati una serie di lavori curati dai ricercatori Antonella Galli e Alessandro Boella. Il primo trattato è dedicato alla Confraternita italiana dell’Aurea Rosacroce, il secondo alla Società dei Filosofi Incogniti fondata dall’Adepto polacco Michael Sendivogius. Il terzo lavoro riguarda un manoscritto del XVIII secolo, proveniente da una Confraternita rosacruciana operante verso la seconda metà del XVIII secolo nei paesi alpini, in Austria e in Baviera, e dichiaratamente cattolica.
Come spiegano i curatori, l’importanza di tale documento non risiede soltanto nei suoi contenuti ma nella testimonianza dell’esistenza di una Rosacroce cattolica alla stessa epoca in cui nella Germania settentrionale fiorisce l’organizzazione dei Rosacroce d’Oro tedeschi d’Antico Sistema, protestanti di tendenza pietista. Per chiarire meglio queste relazioni abbiamo parlato con i curatori Galli e Boella, che ringraziamo per l'intervista:
Come nasce il vostro interesse per l'esoterismo in quanto “aspetto spirituale del mondo”?
Nasce anzitutto da una profonda esigenza interiore manifestatasi fin dalla nostra più giovane età. Sono infatti ormai più di cinquant’anni che dedichiamo tutte le nostre energie allo studio e alla pratica della Tradizione ermetica occidentale (e non solo). Acquisimmo entrambi competenze complementari, soprattutto linguistiche, che ci permettessero di affrontarne i testi, e nel contempo iniziammo a viaggiare e a frequentare alcuni degli ambienti cosiddetti “esoterici”, prima italiani poi europei, partendo da una discriminante fondata essenzialmente sulle opere di Julius Evola e di René Guénon. Non tardammo a renderci conto che gli ambienti che pretendevano di rappresentare la Tradizione ermetica occidentale erano ormai privi di anima, e fondati, salvo rarissime eccezioni, sull’inconsistente e pernicioso occultismo francese e anglo-americano fiorito tra il XIX e il XX secolo, che non è in alcun modo l’erede di tale Tradizione e continua a mietere vittime ancora oggi… Inoltre ci accorgemmo rapidamente che il ruolo delle organizzazioni cosiddette iniziatiche comunemente conosciute era in via di esaurimento: il loro caotico sincretismo e l’inefficacia dei loro metodi di realizzazione, nella maggior parte dei casi inventati, con il pretesto che “quelli tradizionali andavano aggiornati con i tempi” (mentre la Tradizione è unica e immutabile) indicava senza dubbio che l’influenza spirituale se ne era ritirata. Esistono delle eccezioni ma sono estremamente rare. D’altronde tutto ciò è legato alle condizioni nelle quali ci troviamo a vivere alla fine di questo Ciclo.
Cosa significa oggi dedicarsi alla ricerca nell'ambito della filosofia ermetica?
Il nostro approccio ai testi è vivente e non accademico: se vogliamo proprio definirlo, è “Tradizionale”, come è sempre stato. Prendiamo a prestito dall’accademia solo gli “strumenti” di lavoro, che riguardano essenzialmente l’aspetto filologico e la contestualizzazione storica. Inoltre non abbiamo mai sacrificato alle mode culturali.
Precisiamo quindi che non siamo “topi” (ma casomai “segugi”) di biblioteca, e che nostra intenzione non è “fare cultura”, buona o cattiva che sia, ma se mai, ispirare vocazioni e «trasmettere gli insegnamenti degli antichi Saggi senza inventare nulla di nuovo», come diceva Confucio.
Una delle ragioni fondamentali per le quali ci dedichiamo alla pubblicazione di manoscritti di alchimia è che, salvo rarissime eccezioni, è praticamente impossibile sperare di comprendere questa Scienza solo attraverso le opere a stampa. Ci siamo infatti resi ben presto conto che l’essenziale era nei manoscritti, ai quali i Filosofi ermetici affidano la parte più intima e sostanziale delle proprie conoscenze. È nei testi manoscritti e nei carteggi che gli autori si rivelano apertamente. Infatti la trasmissione del maestro alchimista al discepolo degli “appunti di lavoro” fa parte di una vera e propria iniziazione.
I testi alchimici autentici sono soprattutto delle guide rivolte a coloro che conoscono, perlomeno in parte, il cammino: se non si intendono, almeno teoricamente, le procedure che portano alla realizzazione della Pietra Filosofale, è arduo comprendere l’alchimia nei testi originali. D’altronde, almeno inizialmente, anche se di difficile approccio, lo studio di questi testi ‟risveglia” primordiali percezioni che si fanno strada nell’animo del lettore e formano gradualmente il “terreno” di base per un’ulteriore comprensione e sintonia.
Infatti alle origini dell’alchimia vi è l’iniziazione, un insegnamento esoterico millenario che risale all’Antichità “pagana” e poi penetra, come abbiamo detto, nel mondo occidentale, “tingendosi” di Cristianesimo e divenendo la Tradizione del Graal.
La Tradizione ermetica occidentale, dal XV al XVIII secolo, si sviluppò soprattutto nell’Europa centrale e dell’Est. I suoi documenti, redatti principalmente in latino e in tedesco, sono di difficile accesso: uno dei nostri scopi è quindi quello di fornire il maggior numero di elementi possibili per aiutare il lettore ad accedere a quelle fonti, lasciando “parlare i testi”. La mentalità degli uomini dei secoli passati è profondamente diversa dalla nostra, quindi applicare le categorie e i metodi moderni porta solo fuori strada. Ingombranti e inutili griglie interpretative o ideologiche fanno deviare dallo scopo.
Come si relaziona Il libro segreto della sapienza per la longevità e la perfetta ricchezza rispetto ai precedenti trattati su la Confraternita italiana dell'Aurea Rosacroce e sulla Società dei Filosofi Incogniti?
Riguarda, come i due lavori precedenti, gli insegnamenti, di ordine teorico e pratico, impartiti in seno a importanti confraternite di Filosofi ermetici occidentali.
Il primo, dedicato alla Confraternita dell’Aurea Rosacroce, ne dimostra le origini italiane; trasposta poi in Germania, questa sarà nota grazie alla pubblicazione, nel 1710, dell’opera di Sincerus Renatus alias Samuel Richter La vera e perfetta preparazione della Pietra filosofica della Confraternita dell’Ordine dell’Aurea Croce e della Rosacroce. A prova inequivocabile, due elementi: la scoperta di un manoscritto italiano datato 1678, che dimostra un’avanzata conoscenza della pratica dell’alchimia in seno alla confraternita e comprende degli statuti che non hanno connotazioni protestanti, ma paiono le regole di una confraternita cattolica, forse di origine cavalleresca, molto tollerante verso le altre confessioni; e l’appartenenza alla Confraternita dell’Aurea Croce dell’Adepto di origine tedesca ma vissuto per un certo tempo a Venezia, Federico Gualdi, chiamato esplicitamente “uno dei quattro cavalieri dell’Aurea Croce” negli anni 70 del 1600, di cui abbiamo ampiamente trattato nella Philosophia hermetica, pubblicata anch’essa per le Edizioni Mediterranee.
Il secondo lavoro è invece dedicato alla Società dei Filosofi Incogniti e al suo fondatore: il Cosmopolita alias Michael Sendivogius (1566-1636), uno degli Adepti dell’Arte ermetica più noti in Occidente, la cui opera Il nuovo lume chimico (Novum lumen chymicum) è il trattato d’alchimia più sovente edito e ristampato: pubblicato per la prima volta nel 1604 a Praga, conobbe 47 edizioni e 9 ristampe fino al 1787. Oltre alla riabilitazione della figura di Sendivogius, grazie a elementi provenienti da fonti polacche che hanno permesso di correggere inesattezze ed errori pedissequamente ripetuti fino ai giorni nostri, questo lavoro presenta testi manoscritti inediti che contengono, fra l’altro, una descrizione chiara e particolareggiata dell’inedita prassi alchimica del Cosmopolita, nonché gli statuti della sua singolare società ermetica, il cui scopo era la conoscenza dei mirabili Misteri dell’Arte Filosofica, e in cui l’ammissione dei membri non era ostacolata dall’origine né dalla condizione né dalla religione. Nel secolo successivo, l’appellazione di Società dei Filosofi Incogniti sarà data a un rito massonico ermetico fondato dal barone Théodore-Henry de Tschoudy (1727-1769), i cui statuti, adattati alla massoneria, saranno pubblicati nella celebre opera La stella fiammeggiante, uscita nel 1766.
Quanto al Libro segreto della sapienza, oggetto del nostro terzo lavoro, è da noi presentato in un manoscritto proveniente da una Confraternita rosacruciana operante verso la seconda metà del XVIII secolo nell’Impero asburgico e dichiaratamente cattolica, come risulta dalle sue regole e dai suoi statuti.
Oltre a dimostrare inequivocabilmente l’esistenza di una Rosacroce cattolica e la continuità di una Tradizione ermetico-alchimica in seno a questa, questo testo, che la testimonianza di un libro a stampa uscito nel 1709 indica come già esistente a quell’epoca, sarà all’origine del sistema dottrinale sviluppato nell’Aurea catena Homeri (un testo fondamentale dei Rosacroce d’Oro tedeschi del XVIII secolo, studiato da Goethe) e lo ritroveremo addirittura in una versione del celeberrimo Tesoro dei Tesori della Confraternita della Rosacroce d’Oro. Il manoscritto da noi tradotto consta di 4 parti di cui la prima, che riassume l’Arte Ermetica nella sua totalità, comprende una serie di 13 bellissime figure simboliche a colori e di 13 canoni in rima. Segue la spiegazione di questa prima parte che comprende la descrizione del processo per ottenere la Tintura Filosofica e i Medicamenti divini del I, II e III ordine. La terza parte contiene l’Opera universale sinteticamente spiegata. La quarta parte contiene una serie di “processi alchimici particolari da elaborarsi con profitto” nonché gli statuti, comprendenti 14 regole, il giuramento e le preghiere della Confraternita.
Magia, astrologia, alchimia: come si spiega la singolarità di un trattato del XVIII secolo che testimonia l’esistenza della Rosacroce cattolica e la continuità di una tradizione ermetico-alchimica al suo interno?
Quello che abbiamo voluto e vogliamo dimostrare nei nostri lavori è proprio la perpetuità della Tradizione ermetico-alchimica nei secoli; nella Rosacroce essa continua in un’alternanza di Ordini cattolici e protestanti: l’Aurea Rosa Croce originaria cattolica italiana, quella protestante di Sincerus Renatus, l’Ordine dei Rosacroce d’Oro “d’Antico Sistema” protestanti nella Germania settentrionale ma cattolici nella Germania meridionale e nei paesi dell’Impero asburgico, e principalmente in Austria.
Qui, nella seconda metà del XVIII secolo, si sviluppa un peculiare tipo di Rosacroce cattolica i cui membri sono principalmente esponenti dell’aristocrazia e della gerarchia ecclesiastica, i cui interessi vertono soprattutto sull’alchimia e la magia naturale. La sede principale dell’Ordine era a Vienna, ove pare che intorno al 1784 vi fossero nientedimeno che 20.000 assistenti che preparavano le materie necessarie alle operazioni alchimiche. Il nostro manoscritto dunque fa parte dei testi e dei documenti particolarmente preziosi raccolti dall’Ordine in questa ultima fase della sua esistenza.
Ben più tardi, nel XVI secolo, Teofrasto Paracelso la riporterà alle sue più pure origini: permeato delle conoscenze dell’abate Giovanni Tritemio, punto d’incontro di diverse tradizioni sapienziali, e dalle dottrine neoplatoniche di Marsilio Ficino, le applicherà all’alchimia e alla medicina ermetica.
Tutte queste conoscenze dottrinali e operative andranno a far parte, nel XVII e nel XVIII secolo, del grande patrimonio della tradizione dei Rosacroce nelle sue diverse fasi di sviluppo.
Alle dottrine e alle prassi di confraternite di filosofi ermetici sono dedicati una serie di lavori curati dai ricercatori Antonella Galli e Alessandro Boella. Il primo trattato è dedicato alla Confraternita italiana dell’Aurea Rosacroce, il secondo alla Società dei Filosofi Incogniti fondata dall’Adepto polacco Michael Sendivogius. Il terzo lavoro riguarda un manoscritto del XVIII secolo, proveniente da una Confraternita rosacruciana operante verso la seconda metà del XVIII secolo nei paesi alpini, in Austria e in Baviera, e dichiaratamente cattolica.
Come spiegano i curatori, l’importanza di tale documento non risiede soltanto nei suoi contenuti ma nella testimonianza dell’esistenza di una Rosacroce cattolica alla stessa epoca in cui nella Germania settentrionale fiorisce l’organizzazione dei Rosacroce d’Oro tedeschi d’Antico Sistema, protestanti di tendenza pietista. Per chiarire meglio queste relazioni abbiamo parlato con i curatori Galli e Boella, che ringraziamo per l'intervista:
Come nasce il vostro interesse per l'esoterismo in quanto “aspetto spirituale del mondo”?
Nasce anzitutto da una profonda esigenza interiore manifestatasi fin dalla nostra più giovane età. Sono infatti ormai più di cinquant’anni che dedichiamo tutte le nostre energie allo studio e alla pratica della Tradizione ermetica occidentale (e non solo). Acquisimmo entrambi competenze complementari, soprattutto linguistiche, che ci permettessero di affrontarne i testi, e nel contempo iniziammo a viaggiare e a frequentare alcuni degli ambienti cosiddetti “esoterici”, prima italiani poi europei, partendo da una discriminante fondata essenzialmente sulle opere di Julius Evola e di René Guénon. Non tardammo a renderci conto che gli ambienti che pretendevano di rappresentare la Tradizione ermetica occidentale erano ormai privi di anima, e fondati, salvo rarissime eccezioni, sull’inconsistente e pernicioso occultismo francese e anglo-americano fiorito tra il XIX e il XX secolo, che non è in alcun modo l’erede di tale Tradizione e continua a mietere vittime ancora oggi… Inoltre ci accorgemmo rapidamente che il ruolo delle organizzazioni cosiddette iniziatiche comunemente conosciute era in via di esaurimento: il loro caotico sincretismo e l’inefficacia dei loro metodi di realizzazione, nella maggior parte dei casi inventati, con il pretesto che “quelli tradizionali andavano aggiornati con i tempi” (mentre la Tradizione è unica e immutabile) indicava senza dubbio che l’influenza spirituale se ne era ritirata. Esistono delle eccezioni ma sono estremamente rare. D’altronde tutto ciò è legato alle condizioni nelle quali ci troviamo a vivere alla fine di questo Ciclo.
Cosa significa oggi dedicarsi alla ricerca nell'ambito della filosofia ermetica?
Il nostro approccio ai testi è vivente e non accademico: se vogliamo proprio definirlo, è “Tradizionale”, come è sempre stato. Prendiamo a prestito dall’accademia solo gli “strumenti” di lavoro, che riguardano essenzialmente l’aspetto filologico e la contestualizzazione storica. Inoltre non abbiamo mai sacrificato alle mode culturali.
Precisiamo quindi che non siamo “topi” (ma casomai “segugi”) di biblioteca, e che nostra intenzione non è “fare cultura”, buona o cattiva che sia, ma se mai, ispirare vocazioni e «trasmettere gli insegnamenti degli antichi Saggi senza inventare nulla di nuovo», come diceva Confucio.
Una delle ragioni fondamentali per le quali ci dedichiamo alla pubblicazione di manoscritti di alchimia è che, salvo rarissime eccezioni, è praticamente impossibile sperare di comprendere questa Scienza solo attraverso le opere a stampa. Ci siamo infatti resi ben presto conto che l’essenziale era nei manoscritti, ai quali i Filosofi ermetici affidano la parte più intima e sostanziale delle proprie conoscenze. È nei testi manoscritti e nei carteggi che gli autori si rivelano apertamente. Infatti la trasmissione del maestro alchimista al discepolo degli “appunti di lavoro” fa parte di una vera e propria iniziazione.
I testi alchimici autentici sono soprattutto delle guide rivolte a coloro che conoscono, perlomeno in parte, il cammino: se non si intendono, almeno teoricamente, le procedure che portano alla realizzazione della Pietra Filosofale, è arduo comprendere l’alchimia nei testi originali. D’altronde, almeno inizialmente, anche se di difficile approccio, lo studio di questi testi ‟risveglia” primordiali percezioni che si fanno strada nell’animo del lettore e formano gradualmente il “terreno” di base per un’ulteriore comprensione e sintonia.
Infatti alle origini dell’alchimia vi è l’iniziazione, un insegnamento esoterico millenario che risale all’Antichità “pagana” e poi penetra, come abbiamo detto, nel mondo occidentale, “tingendosi” di Cristianesimo e divenendo la Tradizione del Graal.
La Tradizione ermetica occidentale, dal XV al XVIII secolo, si sviluppò soprattutto nell’Europa centrale e dell’Est. I suoi documenti, redatti principalmente in latino e in tedesco, sono di difficile accesso: uno dei nostri scopi è quindi quello di fornire il maggior numero di elementi possibili per aiutare il lettore ad accedere a quelle fonti, lasciando “parlare i testi”. La mentalità degli uomini dei secoli passati è profondamente diversa dalla nostra, quindi applicare le categorie e i metodi moderni porta solo fuori strada. Ingombranti e inutili griglie interpretative o ideologiche fanno deviare dallo scopo.
Come si relaziona Il libro segreto della sapienza per la longevità e la perfetta ricchezza rispetto ai precedenti trattati su la Confraternita italiana dell'Aurea Rosacroce e sulla Società dei Filosofi Incogniti?
Riguarda, come i due lavori precedenti, gli insegnamenti, di ordine teorico e pratico, impartiti in seno a importanti confraternite di Filosofi ermetici occidentali.
Il primo, dedicato alla Confraternita dell’Aurea Rosacroce, ne dimostra le origini italiane; trasposta poi in Germania, questa sarà nota grazie alla pubblicazione, nel 1710, dell’opera di Sincerus Renatus alias Samuel Richter La vera e perfetta preparazione della Pietra filosofica della Confraternita dell’Ordine dell’Aurea Croce e della Rosacroce. A prova inequivocabile, due elementi: la scoperta di un manoscritto italiano datato 1678, che dimostra un’avanzata conoscenza della pratica dell’alchimia in seno alla confraternita e comprende degli statuti che non hanno connotazioni protestanti, ma paiono le regole di una confraternita cattolica, forse di origine cavalleresca, molto tollerante verso le altre confessioni; e l’appartenenza alla Confraternita dell’Aurea Croce dell’Adepto di origine tedesca ma vissuto per un certo tempo a Venezia, Federico Gualdi, chiamato esplicitamente “uno dei quattro cavalieri dell’Aurea Croce” negli anni 70 del 1600, di cui abbiamo ampiamente trattato nella Philosophia hermetica, pubblicata anch’essa per le Edizioni Mediterranee.
Il secondo lavoro è invece dedicato alla Società dei Filosofi Incogniti e al suo fondatore: il Cosmopolita alias Michael Sendivogius (1566-1636), uno degli Adepti dell’Arte ermetica più noti in Occidente, la cui opera Il nuovo lume chimico (Novum lumen chymicum) è il trattato d’alchimia più sovente edito e ristampato: pubblicato per la prima volta nel 1604 a Praga, conobbe 47 edizioni e 9 ristampe fino al 1787. Oltre alla riabilitazione della figura di Sendivogius, grazie a elementi provenienti da fonti polacche che hanno permesso di correggere inesattezze ed errori pedissequamente ripetuti fino ai giorni nostri, questo lavoro presenta testi manoscritti inediti che contengono, fra l’altro, una descrizione chiara e particolareggiata dell’inedita prassi alchimica del Cosmopolita, nonché gli statuti della sua singolare società ermetica, il cui scopo era la conoscenza dei mirabili Misteri dell’Arte Filosofica, e in cui l’ammissione dei membri non era ostacolata dall’origine né dalla condizione né dalla religione. Nel secolo successivo, l’appellazione di Società dei Filosofi Incogniti sarà data a un rito massonico ermetico fondato dal barone Théodore-Henry de Tschoudy (1727-1769), i cui statuti, adattati alla massoneria, saranno pubblicati nella celebre opera La stella fiammeggiante, uscita nel 1766.
Quanto al Libro segreto della sapienza, oggetto del nostro terzo lavoro, è da noi presentato in un manoscritto proveniente da una Confraternita rosacruciana operante verso la seconda metà del XVIII secolo nell’Impero asburgico e dichiaratamente cattolica, come risulta dalle sue regole e dai suoi statuti.
Oltre a dimostrare inequivocabilmente l’esistenza di una Rosacroce cattolica e la continuità di una Tradizione ermetico-alchimica in seno a questa, questo testo, che la testimonianza di un libro a stampa uscito nel 1709 indica come già esistente a quell’epoca, sarà all’origine del sistema dottrinale sviluppato nell’Aurea catena Homeri (un testo fondamentale dei Rosacroce d’Oro tedeschi del XVIII secolo, studiato da Goethe) e lo ritroveremo addirittura in una versione del celeberrimo Tesoro dei Tesori della Confraternita della Rosacroce d’Oro. Il manoscritto da noi tradotto consta di 4 parti di cui la prima, che riassume l’Arte Ermetica nella sua totalità, comprende una serie di 13 bellissime figure simboliche a colori e di 13 canoni in rima. Segue la spiegazione di questa prima parte che comprende la descrizione del processo per ottenere la Tintura Filosofica e i Medicamenti divini del I, II e III ordine. La terza parte contiene l’Opera universale sinteticamente spiegata. La quarta parte contiene una serie di “processi alchimici particolari da elaborarsi con profitto” nonché gli statuti, comprendenti 14 regole, il giuramento e le preghiere della Confraternita.
Magia, astrologia, alchimia: come si spiega la singolarità di un trattato del XVIII secolo che testimonia l’esistenza della Rosacroce cattolica e la continuità di una tradizione ermetico-alchimica al suo interno?
Quello che abbiamo voluto e vogliamo dimostrare nei nostri lavori è proprio la perpetuità della Tradizione ermetico-alchimica nei secoli; nella Rosacroce essa continua in un’alternanza di Ordini cattolici e protestanti: l’Aurea Rosa Croce originaria cattolica italiana, quella protestante di Sincerus Renatus, l’Ordine dei Rosacroce d’Oro “d’Antico Sistema” protestanti nella Germania settentrionale ma cattolici nella Germania meridionale e nei paesi dell’Impero asburgico, e principalmente in Austria.
Qui, nella seconda metà del XVIII secolo, si sviluppa un peculiare tipo di Rosacroce cattolica i cui membri sono principalmente esponenti dell’aristocrazia e della gerarchia ecclesiastica, i cui interessi vertono soprattutto sull’alchimia e la magia naturale. La sede principale dell’Ordine era a Vienna, ove pare che intorno al 1784 vi fossero nientedimeno che 20.000 assistenti che preparavano le materie necessarie alle operazioni alchimiche. Il nostro manoscritto dunque fa parte dei testi e dei documenti particolarmente preziosi raccolti dall’Ordine in questa ultima fase della sua esistenza.



