San Cipriano mago e martire
La storia narra che il mago pose ai piedi del vescovo di Antiochia tutti i suoi libri di magia, e gli diede fuoco. Sulla vita di San Cipriano di Antiochia, mago di chiara fama molto prima di diventare santo, aleggia la leggenda. In particolare i suoi potenti poteri occulti, che sarebbero rimasti in lascito al mondo esoterico proprio attraverso il grimorio scampato alle fiamme.
Allora, tra stregoneria e santità chi è davvero Cipriano? Intanto c'è bisogno di fare chiarezza, perchè di San Cipriano la chiesa ne annovera due: Tascio Cecilio Cipriano vescovo di Cartagine, e Cipriano di Antiochia, entrambi martirizzati dalle autorità romane. E' proprio il Santo di Antiochia ad avere la fama di oscuro mago artefice di mille sortilegi e poi, dopo la conversione, martirizzato a Nicomedia nel 302. La Chiesa ortodossa orientale lo celebra il 26 settembre, la Chiesa cattolica ha invece rimosso la sua commemorazione dal Martirologio nel 1969.
L'agiografia di San Cipriano la troviamo in una raccolta del X secolo interamente dedicata ai santi bizantini. Prima di convertirsi al cristianesimo e diventare santo, la leggenda di Cipriano mago rivela una personalità priva di scrupoli, servitore di Lucifero in persona.
Come descrive nell'introduzione al Clavis Inferni, l'enunciazione degli studi di Cipriano alle pratiche magiche è un'affascinante nota dei luoghi iniziatici del tempo, “Io sono quel Cipriano che, consacrato ad Apollo sin dalla sua infanzia, venne iniziato da giovane a tutte le arti del Drago. Persino prima di compiere sette anni, ero già stato introdotto nel tempio di Mithra; tre anni dopo, i miei genitori mi portarono ad Atene per essere ricevuto come cittadino. Li mi venne concesso di conoscere e comprendere i misteri di Cerere che piangeva la figlia, e divenni anche il guardiano del Drago nel Tempio di Pallade Atena”.
L'iniziazione di Cipriano al culto dell'oscurità continua, a quindici anni il mago conosce le leggi naturali inerenti ai processi di creazione e decomposizione dei corpi sulla terra, nell’aria e nelle acque, ma anche tutte le altre forze inserite dentro di essi dal Principe del Mondo al fine di controbilanciare la loro primigenia costituzione divina. A vent’anni si reca a Menfi dove, entrando nei Santuari, gli viene insegnato a riconoscere tutto quello che riguarda la comunicazione tra i demoni e le cose terrene.
Quando compie trent’anni, è in Caldea per studiare il vero potere dell’aria, riposto da alcuni nel fuoco e dai più sapienti nella luce. Dai Caldei viene iniziato all'astrologia, approfondisce le forze demoniache di ciascun pianeta e comprende in che modo quei Principi erano diventati membri del Consiglio dell’Oscurità, in eterna opposizione al Consiglio della Luce.
Una volta congedato dal suo iniziatore Caldeo, Cipriano torna ad Antiochia dove pratica la magia più oscura al servizio delle forze demoniache. Le arti magiche di Cipriano vengono anche messe al servizio del miglior offerente per realizzare malefici, filtri, legamenti. Molto spesso chi si rivolge alla sua arte magica è un innamorato non corrisposto. La magia d’amore era una delle componenti principali dell’arte magica e probabilmente anche per San Cipriano mago la più richiesta, poiché chi spera di essere ricambiato diventa molto generoso nel tentativo di appagare il proprio desiderio.
Alcune fonti narrano dell'amore di Cipriano per la giovane Giustina, altre fonti affermano che l'innamorato fosse un altro uomo e il mago avrebbe agito solo su richiesta di denaro. Vuoi scoprire il resto? Beh, poco importa chi ha ordinato la magia. L'oggetto del desiderio, ovvero la giovane Giustina sta per essere sedotta dai malefici di Cipriano. Il mago evoca i suoi demoni e realizza una serie di incantesimi per far cadere la giovane nelle braccia del corteggiatore. Giustina però riesce a respingere un triplice attacco da parte dei demoni evocati da Cipriano.
Com'è possibile questo fallimento? La magia di Cipriano agiva per conto di Lucifero in persona, come poteva Giustina resistere a tale forza?
Portato alla disperazione, Cipriano chiede a Giustina come ha resistito agli incantesimi. La giovane risponde candidamente di aver votato la sua castità al signore e la devozione al dio dei cristiani la protegge da ogni male. Narra la leggenda che la forza di Giustina innesca il pentimento nel mago che comprende così di avere un padrone ben più potente da servire.
Cipriano si converte e successivamente diventa diacono, sacerdote e, alla fine, vescovo di Antiochia, mentre Giustina diventa diaconessa di un convento.
La vita di Cipriano e Giustina si conclude con la santità, quindi col martirio.
L’imperatore Diocleziano, dietro consiglio dell’oracolo di Apollo a Didima, lancia una serie di persecuzioni contro cristiani e manichei dal 302 al 311 d.C. Nel 302 sia Cipriano che Giustina vengono arrestati, condotti a Damasco e torturati.
Malgrado le feroci torture, entrambi rifiutano di rinnegare la propria fede. I due vengono allora portati davanti all’imperatore Diocleziano che ne ordina l'uccisione tramite decapitazione lungo le rive del fiume Gallus, nei pressi della citta turca di Nicomedia.
Così si conclude la vita terrena di Cipriano e Giustina. Ma questa è solo una parte della storia.
Il resto è nascosto nelle pagine del grimorio di San Cipriano mago.



