Skip to main content
EdMed 21 400x80Ermes 21Arkeios 21Studio 21
Ordine minimo di 25 euro. A casa riceverai solo libri senza costi di spedizione 

Blog

Divergente laterale, soprattutto creativo

Il pensiero creativo è la migliore capacità per affrontare la vita e risolvere i problemi quotidiani. Perchè creativi in un certo senso si nasce ma la creatività è anche un talento da coltivare ed allenare. Puoi scegliere come sviluppare il pensiero creativo attraverso metodi differenti. Il tuo cervello è sempre pronto a stupirti con idee originali e a ricordarti che tutto è possibile, basta volerlo. Compreso sviluppare il pensiero creativo.

Lascia da parte quello che stai facendo e fermati a riflettere per un istante su cos'è il pensiero creativo. Probabilmente l'atto creativo ha già fatto parte di alcuni momenti delle tue giornate ma è accaduto senza farci caso e senza che ti soffermassi a pensare cosa significa essere creativi. Così di getto puoi immaginare che essere creativo sia la capacità di realizzare qualcosa di nuovo, ma come questo possa accadere è un mistero.
Eppure proprio quando non ci fai caso, quando ti lasci andare serenamente e permetti all'immaginazione e alla tua curiosità di muoversi senza redini, ecco nascere lo spazio potenziale per il processo creativo con un'idea improbabile ma risolutiva o un'intuizione geniale. Ma allora esattamente cos'è la creatività e quali sono le fasi del processo creativo?

Cos'è la creatività

A guardare esattamente il significato di creatività scopriamo che oggi la definizione è virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia. In psicologia, il termine è stato assunto a indicare un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.

Allora il pensiero creativo è la capacità di ideare soluzioni alternative stimolando risposte fuori da schemi convenzionali e già noti. E' particolarmente evidente in alcuni soggetti più predisposti, vedi scienziati, inventori ed artisti, capaci di individuare nuove connessioni da cui scaturiscono innovazioni e cambiamenti, ma la creatività è il risultato di più fattori come il ragionamento e l'immaginazione, la capacità di deduzione e l'intuizione, emozione e riflessione. Ecco allora che più fattori si sommano, comprese caratteristiche del contesto sociale e culturale da cui proveniamo come anche la serenità e la capacità di astrarsi dai pensieri assillanti.

Proprio così, per molto tempo essere creativi è stata considerata una dote innata ma ogni persona ha un potenziale talento creativo, lasciarlo emergere e svilupparlo in modo più o meno evidente dipende da un intreccio di caratteristiche.
Innanzi tutto c'è il nostro cervello e il modo in cui riceve e trasmette informazioni a tutto il corpo attarverso i neuroni e i loro impulsi elettrici e chimici. In base al modo in cui questi impulsi si connettono, prendono forma pensieri, emozioni, memoria.

Come spiega Yossi Chalamish, autore de Il codice del cervello “è una grande rete neurale in cui ogni funzione ha il potenziale per essere collegata a tutte le altre. Fin dal momento della nascita, nel nostro cervello sono già presenti connessioni tra diverse funzioni che si sono rivelate utili nel corso della lunga storia dell’umanità. Pensa, per esempio, a quelle tra le aree emotive e cognitive, tra le aree emotive e motorie, nonché tra le aree motorie e cognitive”.

Le neuroscienze oggi stanno modificando convinzioni sul nostro cerebro fino a ieri ritenute inoppugnabili. A fare la differenza per ognuno di noi è il numero di neuroni ma anche e soprattutto il modo in cui questi si combinano. La chiamano plasticità cerebrale ed è la capacità che rende il cervello dinamico e in continua evoluzione. Questa caratteristica fa sì che ogni evento della nostra vita rimoduli le connessioni neurali. Ovviamente questo coinvolge anche le nostre emozioni e la nostra memoria.
Dunque nulla è statico ma tutto si modifica in base alle esperienze che viviamo nel corso del tempo.
Spiega Chalamish “L’emozione è una funzione cerebrale che crea un’esperienza: paura, curiosità, frustrazione, desiderio, ottimismo, pessimismo o una delle centinaia di altre, troppo numerose da menzionare. Ogni tipo di esperienza è organizzata come una rete neurale indipendente nel cervello. Questo sistema reticolare (composto da reti sottili) non è unico per noi esseri umani, ma esiste da milioni di anni in tutte le forme di vita dotate di un cervello. Tuttavia, la nostra gamma emotiva si è notevolmente sviluppata.”

Emozioni e memoria hanno un ruolo nel procedimento di rimodellamento cerebrale e quindi anche sul potenziale creativo e sullo sviluppo di idee nuove. Pensavi che i ricordi fossero statici? Invece no, ti stupirà ma anche la memoria si modifica, è legata ai nostri sensi e trattiene solo quello che serve, oppure quello che preferisce “Il nostro cervello di solito sa quali ricordi conservare e quali dimenticare. Attaccarsi a ricordi in eccesso sarebbe un peso inutile che potrebbe disturbare la nostra vita quotidiana.”

I pionieri del pensiero creativo Guilford e De Bono

Nel processo creativo allora il primo passo parte dal cervello, è vero, ma da solo non basta. Spiegava già J.P. Guilford sul pensiero divergente, caratterizzato da alcuni elementi come fluidità (quantità di idee prodotte) flessibilità (abilità di passare da un’idea all’altra) originalità (abilità di trovare idee insolite) elaborazione (abilità di approfondire la propria idea) valutazione (abilità di valutare quale sia l’idea più pertinente all'obiettivo prefissato).

Sarà Edward De Bono a porre le fondamenta del pensiero laterale e sull'importanza della capacità di spostare punto di vista per ottenere nuove soluzioni e idee originali. De Bono traccia il percorso di stimolazione creativa in diversi metodi:

  • provocazione (fare una affermazione provocatoria anche se può apparire inutile ma che forza la mente a uscire da schemi noti)
  • ribaltamento (prendere una premessa di base e invertirla)
  • frammentazione (spezzettare il problema in parti più piccole, analizzando ogni componente separatamente per vedere aspetti che altrimenti rimarrebbero nascosti)
  • abbandono di presupposti (si mettono in discussione presupposti dati per scontati)
  • random input: procedere per input casuali come stimoli (ad esempio prendere una parola a caso e collegarla in tutti i modi possibili al problema da risolvere)

Anche i pionieri del pensiero divergente laterale ci dicono che la creatività è multifattoriale e stimolare il processo creativo significa abbandonare i pregiudizi, abbandonare il già noto, aprire la mente a nuove connessioni, imparare a pensare ed esplorare i problemi da punti di vista diversi dal solito. Rompere gli schemi abituali di pensiero per arrivare a nuove idee richiede un cambio di approccio mentale. Non è un caso infatti che tante aziende inseriscano la capacità di problem solving tra le competenze richieste. Sì perchè la creatività aiuta a trovare soluzioni alternative e se è utile svilupparla nel mondo del lavoro è utilissima anche nella vita di tutti i giorni.

Il ruolo dell'intuizione nel processo creativo

Nel processo creativo ha un ruolo importante anche l'intuizione. Il pensiero intuitivo infatti, rileva Claude Darche è il modo più antico di funzionare della psiche e il modo più naturale di conoscere dell'essere umano. La capacità intuitiva è al di là della nostra coscienza ed è a nostra disposizione per aiutarci a risolvere problemi apparentemente senza altra via d'uscita.

Non c'è dubbio che attraverso il processo intuitivo riusciamo a percepire molto più su noi stessi, sul nostro ambiente e sulle nostre relazioni di quanto potremmo fare con l'analisi razionale.
Non solo. Proprio la Darche sottolinea come l'intuizione è anche un aiuto prezioso per prendere decisioni: nella realtà di tutti i giorni non c'è un'unica soluzione ma ce ne sono diverse, proprio quella visione alternativa a cui possiamo avere accesso con la nostra creatività.

Ecco allora forse che il potenziale più alto del pensiero creativo lo rileviamo proprio nella gestione quotiana, quando ci incoraggia a guardare oltre le convenzioni, a sfidare l'ovvio, a ribaltare gli ostacoli e a cogliere la possibilità di crescita personale da un evento potenzialmente negativo.

E tu che rapporto hai con il pensiero creativo? 

 

 

Ordine minimo di 25 euro. A casa riceverai solo libri senza costi di spedizione EdMed PayPal