Il Taoismo delle Origini di Henri Maspero
Scrigno prezioso di saggezza orientale in arrivo in questi giorni in tutte le librerie. È il libro Il Taoismo delle Origini, raccolta di scritti dell'autore Henri Maspero a cura di Paolo Imperio. Tra i migliori sinologi occidentali del XX secolo, nei primi del 900 Maspero si dedica allo studio sistematico del vasto corpus del Canone taoista, allora quasi totalmente sconosciuto.
Apre così un campo di studio praticamente inesplorato.
Apre così i segreti della filosofia taoista al resto del mondo.
È un testo importante e ancora fondamentale per la comprensione
teorica e pratica della tradizione taoista.
Ne abbiamo parlato con il curatore, il Dott. Paolo Imperio:
Perchè il Taoismo delle origini?
Per conoscere un pensiero millenario a partire dalle sue radici.
Come nasce l'esigenza del libro?
Dall'esigenza di una migliore comprensione del Taoismo.
Come si classifica rispetto ai libri sacri del Tao?
Si tratta di uno studio che spiega la formazione e lo sviluppo delle idee che hanno costituito il complesso dottrinario taoista, con particolare riferimento ai testi classici della tradizione taoista come il Dao de Jing o l'I Ching, ma anche e soprattutto con riferimento a testi meno conosciuti e più misteriosi, compresi nel corpus del Canone Taoista.
Se dovesse spiegare la via del Tao usando tre parole quali sceglierebbe?
Ricerca, pratica, realizzazione.
Perchè?
Sono le tre qualità essenziali del discepolo taoista, che è alla ricerca dell'Immortalità.
Nel libro si parla di Dao impersonale, da cui il mondo è uscito per trasformazione
Per un migliore approccio alla lettura del libro e alla comprensione del suo contenuto, si è aperto il volume con una chiara spiegazione fatta dal Maspero, di quale sia la cosmogonia taoista: il Dao impersonale è il respiro.
Può spiegarcelo?
Secondo la visione taoista, il mondo si è formato per un successivo graduale inspessimento del respiro, che così ha assunto diversissime forme, ciascuna con propria consistenza materiale, e la cui qualità è tale in misura del proprio inspessimento e dunque per effetto della propria materializzazione.
Al contrario, l'Adepto che aspira alla realizzazione, attuerà il processo inverso, cercando di portare a rarefazione l'inspessimento del proprio involucro materiale, per mezzo di esercizi fisici, mentali, alimentari, sessuali, tutti in vista della reintegrazione nel respiro originale o Dao impersonale, reintegrazione che per il taoista è l'immortalità raggiunta.
Questa dottrina nasce in Cina negli ultimi secoli prima dell’era cristiana per poi espandersi e
conoscere nel VII secolo una relativa remissione: c'è un periodo più significativo nell'arco di questa parabola?
Il periodo più significativo, a mio parere, è senza dubbio quello dei cosiddetti Padri del Taoismo dell'antica scuola mistica sorta tra il IV e la prima metà del III secolo avanti l'era volgare: Laozi (Lao Tzu), Zhuangzi (Chuang Tzu), Guanyinzi, Liezi (Lieh Tzu) che hanno lasciato opere formidabili.
La filosofia taoista non si fonda su un corpo dottrinario con un insieme di pratiche fissate
una volta per tutte: questo significa che i precetti base sono cambiati nel corso dei vari periodi?
Sarebbe più esatto dire che nel corso del tempo è cambiata l'interpretazione e la comprensione dei precetti, anche in maniera grossolana, come Maspero spiega in maniera chiara e dettagliata seguendo lo sviluppo storico della dottrina.
Esistono esercizi fisici ed esercizi spirituali, anche questi sono cambiati nel tempo?
In quanto ad esercizi fisici ed esercizi spirituali, essendo l'approccio dell'Adepto taoista del tutto sperimentale, ne esistono molteplici, ma tutti volti all'obiettivo di portare a rarefazione l'inspessimento del proprio involucro materiale, con metodi fisici, mentali, alimentari, sessuali, sempre in vista della reintegrazione nel respiro originale o Dao impersonale, che per il taoista è l'immortalità raggiunta.
Taoismo alchemico e ricerca dell'immortalità. E' un argomento ampiamente affrontato all'interno
del libro anche attraverso le pratiche: cos'è l'immortalità per il praticante taoista?
L'Immortalità per il Taoista, rappresenta la soluzione al problema della Morte, non attraverso un contrappasso alla sopravvivenza eterna di un'anima immortale, ma attraverso la ricerca dei mezzi idonei a rendere immortale il corpo materiale stesso. Il mezzo è una varietà di pratiche non solo alchemiche o nutrizionali, conosciute e trasmesse dagli Immortali, che sono degli Adepti realizzati.
L'immortalità taoista in cosa si differenzia dalla ricerca propriamente alchemica?
Mentre la ricerca propriamente alchemica è rivolta alla comprensione dei principi della Natura, per il Taoista l'utilizzo di alcune pratiche alchemiche, o più specificamente di alcune formule alchemiche, è solo uno dei mezzi da utilizzare per raggiungere l'Immortalità.
Taoismo e Confucianesimo: storicamente coesistono pur essendo antagonisti e in parte contaminandosi.
In concetto di Tao è in entrambe fondamentale. Quali sono le differenze più significative tra le due dottrine?
Il Taoismo è una metodologia di Salvezza, il Confucianesimo tende ad insegnare come mantenere l'equilibrio del cosmo.
Pantheon taoista: alcuni credono che esistano solo gli Immortali, ma non è proprio così.
C'è differenza tra divinità e immortali?
Gli Immortali sono Adepti realizzati. Le Divinità sono delle presenze trascendentali che presiedono ad un luogo o a una particolare operazione, che tenderei piuttosto a ritenere come una specie di nomenclatura mnemonica affinché l'Adepto possa svolgere correttamente certe pratiche.
Sia Immortali che Divinità non esercitano per altro alcuna azione verso la Natura, che si amministra da sé.
"I taoisti credono, come hanno sempre fatto i Cinesi, che il mondo si governi perfettamente da solo,
e non vi sia alcun bisogno che le divinità se ne occupino. Anche le divinità, i santi, i grandi Immortali,
che avrebbero il potere di governare il mondo, lo lasciano andare per non disturbarne il meccanismo".
E' la base del principio agire senza agire del wu wei, il non agire contro natura e contro il fluire del Dao?
Sì, in effetti i Taoisti sono persuasi che il mondo si governi da solo e che non abbia bisogno di interventi da parte di esseri o entità trascendentali. Per conformarsi a questa regola naturale, l'adepto taoista pratica il Wú Wéi che possiamo tradurre come non-agire, inteso come il non interferire nel fluire del Tao.
Questa idea trova il suo perfezionamento con la pratica del Wú Wèi, che possiamo intendere come non-essere.
Per il Taoista mettersi in stato di Wú Wèi consiste nel far scomparire dalla mente ogni pensiero e ogni immagine mentale. I due concetti di Wú Wéi e Wú Wèi – gli ideogrammi cinesi differiscono lievemente – indicano le due condizioni, essoterica ed esoterica, del non-agire.
Per chi volesse approfondire i concetti di Wú Wèi 无未 non-essere e Wú Wéi 无为 non-agire, posso suggerire la lettura del libro di Jean-Pierre Krasensky La meditazione taoista Ch’an delle Edizioni Mediterranee.
Secondo la dottrina taoista il corpo umano e il mondo sono costruiti esattamente nello stesso modo:
è questa la teoria universalmente conosciuta del macrocosmo e del microcosmo.
Attraverso la comunicazione con le divinità il praticante riconnette microcosmo e macrocosmo.
La meditazione taoista che ruolo ha in tutto questo? E la meditazione mistica?
Per “comunicazione” con le Divinità si deve intendere una sorta di regole e metodi per eseguire correttamente alcuni degli esercizi ritenuti utili al raggiungimento dell'Immortalità, cioè alla reintegrazione tra microcosmo e macrocosmo.
Le Pratiche sono ricevute dall'Adepto attraverso altre tecniche di meditazione, che potremmo definire mistiche, per mezzo delle quali gli vengono comunicate da altri adepti divenuti Immortali.
Taoismo oggi: Quanto resta di queste pratiche? E' possibile ancora oggi interpretare microcosmo
e macrocosmo attraverso i precetti del taoismo?
Delle pratiche operative che storicamente hanno fatto parte della tradizione taoista, oggi restano frammenti incompleti che, a mio parere, nulla hanno a che vedere con l'essenza del Dao.
Chi volesse avvicinarsi al Tao dovrebbe imparare a distinguere la differenza esistente tra le molteplici pratiche operative che hanno caratterizzato il Taoismo nei secoli, scopo a cui dovrebbe egregiamente servire l'approfondito studio fatto dal Maspero.
Possiamo dare un suggerimento ai nostri lettori che vogliono avvicinarsi alla pratica?
Il suggerimento che ci sentiamo di dare, è proprio quello di immergersi profondamente nella lettura del libro di Maspero che attraverso un'ampia ricognizione tra le pratiche del taoismo, riesce a dare un'idea precisa dell'essenza vera del Taoismo, così come è stata compresa alle origini e come la sua comprensione si sia trasformata nel tempo. Se ne potranno in questo modo cogliere gli aspetti originari ed originali, che potranno poi essere approfonditi con la lettura delle opere degli autori classici del Taoismo: Laozi, Zhuangzi, Guanyinzi, Liezi.
E un consiglio a chi già se ne interessa?
Un saggio consiglio per chi già si interessa oggi al Taoismo, è di esercitarsi nel distinguere le differenti pratiche e il senso loro attribuito nel tempo, per poterne estrarre gli elementi essenziali, che sono i soli ad essere importanti. Sul senso assunto, o fatto assumere nel tempo alle differenti pratiche sarà utile leggere il volume di Benoît Favre Le Società segrete in Cina Mediterranee 2019.



