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Roberto Assagioli e la psicosintesi

Intervista a Paola Giovetti

Vedere l’essere umano come un tutto e dare a ciascuna delle sue parti l’importanza che merita ponendo al centro l'essenza. Questa è la psicosintesi di Roberto Assagioli, medico psichiatra ma anche scienziato e uomo di cultura a tutto tondo, mente di levatura eccezionale e animo straordinario. Sulla vita di questa personalità così affascinante del nostro Novecento esce in questi giorni il libro „Roberto Assagioli. La vita e l'opera del fondatore della psicosintesi“ ad opera della giornalista e ricercatrice Paola Giovetti, testo prezioso che ricostruisce con minuziosa attenzione il lascito scientifico e umano di Assagioli.

Come spiega Paola Giovetti nel libro, Assagioli è stato un precursore nell'ambito della psicologia umana e non solo „oltre che di tematiche psichiatriche e psicoterapeutiche, si è occupato di problemi interpersonali, familiari, sociali e di gruppo, ha esposto una psicologia educativa nel senso più vasto del termine, ha curato gli aspetti umanistici e transpersonali, sottolineando il bisogno – innato in ogni essere umano – di elevazione spirituale, di crescita ed evoluzione; ha inoltre presentato esercizi pratici e tecniche per conseguire queste mete.“
Uomo coltissimo e conoscitore di molte lingue, Assagioli si è interessato inoltre di letteratura e filosofia, di esoterismo, parapsicologia e spiritualità orientale.
Di Roberto Assagioli e psicosintesi abbiamo parlato con l'autrice del libro, che ringraziamo per l'intervista:

Chi era Roberto Assagioli? Come nasce l'esigenza di una biografia a lui dedicata?
Assagioli è stato uno psichiatra creatore della psicosintesi. Scrissi la sua biografia su invito dell’Istituto di Psicosintesi di Firenze, che sentiva la necessità di averne una dato che non ne esisteva nessuna. La prima edizione uscì nel 1995, la seconda con molte integrazioni nel 2024

Da autrice e ricercatrice cosa l'ha colpita maggiormente della vita di Assagioli?
Mi ha colpito la sua precocità: a 21 anni già aveva delineato le linee fondamentali della sua psicosintesi, una psicologia per le persone bisognose di cure ma anche per le persone sane, per aiutarle ad evolvere e a crescere dentro. Mi hanno colpita anche la sua internazionalità e i suoi vasti interessi letterari ed esoterici oltre che psicologici.

Assagioli è più conosciuto e ammirato all’estero che in Italia, perché?
Assagioli ebbe sempre molti contatti internazionali e scrisse alcune opere direttamente in inglese. Viaggiò molto fino in tarda età e la sua psicologia è in effetti più conosciuta all’estero che in Italia. Ma la comprensione cresce anche da noi.

Precursore in molti ambiti della ricerca scientifica, è stato il primo rappresentante in Italia della psicoanalisi freudiana, cosa lo aveva avvicinato inizialmente a Freud?
Assagioli lesse prestissimo L’Interpretazione dei sogni di Freud e ne rimase molto colpito. Conobbe personalmente Freud e frequentò l’ospedale psichiatrico Burghölzli di Zurigo, dove le teorie di Freud incontravano molto interesse. Lì conobbe Jung, all’epoca considerato il delfino di Freud, e rimase sempre con lui in cordiali rapporti di amicizia. In seguito entrambi ne presero le distanze per seguire vie proprie. Assagioli scrisse la sua tesi di laurea sulla psicoanalisi di Freud e fu il primo italiano a occuparsi seriamente di psicoanalisi.

Qual è invece il rapporto tra Roberto Assagioli e Jung?
Entrambi avevano interessi esoterici, erano spiritualisti, entrambi si erano separati da Freud per l’eccessivo peso dato da quest’ultimo alla sessualità, considerata da Jung e Assagioli importante ma non l’unico motivo di rimozioni e complessi.

Assagioli nell'arco della sua lunga vita e carriera ha scritto solo quattro libri, per quale motivo?
Scrisse innumerevoli conferenze e saggi. Alcuni sono stati riuniti in libri, altro materiale attende ancora di essere utilizzato. L’unico libro scritto come tale è L’atto di volontà.

Scienziato e esoterista, come è riuscito Assagioli a lavorare sui due ambiti che, spesso in Occidente, vengono fatti passare in antitesi?
Assagioli tenne separati i due ambiti, ma li coltivò entrambi intensamente.

Nella biografia a lui dedicata, rivela che “nella visione di Assagioli l’uomo possiede la capacità di trascendersi e oggettivarsi, e questo gli consente di poter divenire l’educatore di se stesso”. Attraverso la psicosintesi, in quale modo l'uomo può coltivare se stesso per tutta la vita? Quali sono i pilastri principali di questa ricerca interiore?
Questo è un aspetto fondamentale del pensiero di Assagioli: l’uomo non deve pensare di aver finito di educarsi una volta conclusa la scuola, deve farlo per tutta la vita: studiando, meditando, coltivando le qualità migliori e spirituali. Ognuno troverà la sua strada, importante è non adagiarsi e non considerarsi mai „arrivati“: il processo educativo e di crescita dura tutta la vita.

 

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