Cos'è il Male
L’uomo ha descritto il male così come lo ha percepito nelle diverse dimensioni in cui lo ha sperimentato.
Ma per capire cos'è e perché esiste il male, occorre comprendere come i suoi semi nascono e si trasmettono sui vari piani dell'esistenza.
Nel suo libro Marino Bile mette subito le cose in chiaro “Personalmente, non ho mai creduto all’esistenza di un Male spirituale diverso da un male psicofisico. Non credo a due o più Mali. Il Male è uno”. Non un concetto astratto, né la proiezione di qualcosa che non accettiamo all'interno di noi stessi e nemmeno una allegoria.
Il male esiste, si muove attorno e dentro di noi e segue un piano preciso.
Analizzando l'etimologia del termine, la parola diavolo deriva dal tardo latino diabŏlus, calunniatore, che a sua volta prende dal verbo greco διαβάλλω diabàllo che significa separare, porre frattura, calunniare, adoperato nel greco cristiano per tradurre l’ebraico śāṭān contraddittore, oppositore. Ecco che emerge il significato originale del termine: diavolo è colui che crea separazione mediante la menzogna. Attraverso l'inganno Satana è colui che crea una frattura a tutti i livelli, anche nell'anima del singolo individuo.
C'erano dubbi? L'Avversario mente, confonde, manipola. Regge il suo regno sulla menzogna ma anche sulla capacità di dividere, di impedire alle ignare vittime di comprendere il disegno e unirsi contro un unico nemico. Allora forse l'ostacolo principale sta nell'incapacità, appositamente costruita da una sapiente regia, di riconoscere il filo sottile che lega tra loro tutti i tipi di sofferenze che l’uomo prova – al livello fisico, psichico e spirituale – perché essi sono il risultato dell’azione di un unico nemico che agisce su vari piani.
Una delle armi usate dal Maligno per disorientare l’uomo è proprio la separazione derivata dall’illusione di avere nemici diversi: noi combattiamo lo stesso avversario su più livelli di rappresentazione. Ma crediamo all’esistenza di più nemici in ragione della diversità degli ambiti in cui il nemico si manifesta e agisce.
Sul piano spirituale, in quello della psiche, nella malattia fisica. La distinzione tra mali diversi è importante per identificare lo specifico ambito di intervento a scopi terapeutici ma è ingannevole se riferita alla causa. Spiega Bile, la distinzione – come quella tra spirito, mente e corpo – serve esclusivamente a cercare lo specialista più adatto a curare il proprio male. Perché è vero che nella società attuale, a livello terapeutico, i mali vanno presi in carico da figure diverse. Tuttavia tale distinzione non è corretta dal punto di vista della definizione e comprensione del fenomeno. Noi infatti curiamo il male soprannaturale con l’aiuto di una guida spirituale, quello psichico con uno psicoterapeuta, quello fisico con l'aiuto di un medico. Ma ai tre specialisti manca l'anello di congiunzione che permette di riconoscere l'origine comune del problema e non si può dargli torto, dal momento che la malattia dipende, su ogni piano, da cause scatenanti diverse, per cui è difficile scorgervi un’unica regia.
Nell'eterna lotta tra male e bene ecco allora emergere verità nascoste attorno alle teorie dei fondatori della psicoanalisi sulle origini della malattia psichica e relativi casi Masson negli Stati Uniti sulla manipolazione delle informazioni e Alice Miller in Europa sulla repressione dei sentimenti infantili. Emergono anche tante informazioni su rispettabilissimi ambiti della nostra società, ma a guardare meglio non è proprio così emerita la realtà che salta agli occhi.
Nell'analizzare questi temi, l'autore rileva una certa tendenza a minimizzare la possibilità che esista una realtà oggettiva. Tutto viene ridotto ad astrazione, a punto di vista. Sul piano spirituale, il Male non è più una presenza ma un concetto. In ambito psicologico, la realtà infantile è diventata una fantasia.
Vengono a galla domande basilari sulla natura dell'essere umano e della società, riflessioni sul male che ci invitano a individuare come si insinua nella vita quotidiana: di chi è tipico dare un senso diverso alle cose portando gli uomini a modificare pensieri e teorie per non vedere la verità?
La realtà oggettiva è attribuita a una nostra percezione errata, oppure ai nostri pensieri sbagliati che attirano energie negative. Ciò da un lato colpevolizza l'individuo e mantiene intatto lo stato delle cose, dall'altro impedisce sia l’elaborazione psicologica delle proprie ferite sia un’autentica crescita spirituale.
E, come spiega Bile, rende un favore a quelle forze che si oppongono alla consapevolezza.
Ognuno di noi, prima o poi, incontra il suo Demone. La battaglia avviene sui piani sottili e ha un riflesso su quelli materiali. Non sempre, tuttavia, comprendiamo che la storia negativa che viviamo sul piano materiale è la ripercussione di uno scontro che si verifica al livello sottile. E se non lo capiamo, rischiamo di non analizzare questa storia o di farlo in modo inadeguato, attribuendole una minore importanza.
“Come al solito, il Diavolo divide e separa. E a ciascuno manca un pezzo.
Ma la verità non sta da una parte sola, perché, per definizione, essa è
globale, o non sarebbe la verità.”



