Skip to main content
EdMed 21 400x80Ermes 21Arkeios 21Studio 21
Ordine minimo di 25 euro. A casa riceverai solo libri senza costi di spedizione 

Blog

Kuji Kiri l'arte giapponese di Ninja e Samurai

Intervista a Bruno Abietti

Forza interiore e capacità straordinarie. Di questo è fatto il mondo di combattenti imbattibili, i valorosi samurai e i ninja, gli antichi guerrieri del Giappone feudale.

Un filo invisibile collega la storia e la filosofia del Sol levante, un filo costruito su un particolare atteggiamento mentale.
Da dove arriva questa capacità interiore? E soprattutto, esiste ancora oggi la possibilità di svilupparla?
Nel Medioevo giapponese shinobi e samurai praticavano la disciplina esoterica del Kuji Kiri, i Nove tagli, per accedere a uno stato mentale superiore, prepararsi alla battaglia, superare prove al limite delle umane possibilità, diventare combattenti straordinari.

I guerrieri dell'antico Giappone però utilizzavano la sequenza mistica del Kuji Kiri anche per motivi religiosi, in particolare nel buddhismo, e per fini puramente meditativi.

La pratica si fonda su nove mudra, particolari posizioni delle mani che si accompagnano a nove specifici suoni. Vibrazione sonora e gesto della mano si uniscono per formare nove simboli. Ogni mudra è un sigillo spirituale che permea l'energia vitale del praticante. I risultati? Straordinari.
All'antica e importante pratica esoterica giapponese è dedicato il libro Kuji Kiri magia segreta dei ninja dell'esperto Bruno Abietti. Ognuno dei nove mudra fa riferimento ad una caratteristica specifica, fisica o spirituale. Vuoi saperne di più? Leggi l'intervista a Bruno Abietti:

Come nasce la pratica del Kuji Kiri? In cosa consiste?

Le origini del Kuji Kiri si perdono nei secoli e, come spesso accade in Asia, nascono nel sub-continente indiano ad opera di mistici eremiti o, talvolta, erranti. Consiste, in parole povere, nel realizzare un collegamento con l’Energia Universale intorno a noi ed attingervi per ampliare le proprie percezioni e la propria forza vitale.

Qual è la differenza tra Kuji In e Kuji Kiri?

In pratica il Kuji In si avvale di segni statici, formati con le mani e mantenuti stabili per un certo tempo, si parla, infatti, di Nove Sigilli; nel Kuji Kiri si passa da un simbolo all’altro tracciando dei “Gesti” con le mani atteggiate ad uno dei simboli: tali gesti rappresentano dei fendenti, come se s’impugnasse una lama, e per questo si parla di Nove Tagli.

Samurai e shinobi utilizzavano gli stessi simboli?

Tendenzialmente il Kuji Kiri era una pratica tipica degli shinobi, ma sicuramente vi si accostarono anche alcuni samurai grazie agli insegnamenti di Monaci della setta Shugendo e, in questo caso, i simboli erano gli stessi.

L'arte esoterica del Kuji Kiri è anche una pratica meditativa?

Assolutamente sì: è anzi, a mio giudizio, estremamente utile per la ricerca della pace interiore e lo sviluppo della capacità di concentrazione.

Quali sono i principi generali della pratica?

Per rispondere a questa domanda dovrei… scrivere un libro… che è in effetti la cosa che ho fatto.

Ogni mudra è abbinato ad un suono preciso: qual è il potere del suono? A livello energetico ci sono differenze tra il Ku Ji tracciato e sonoro?

Il suono della parola pronunciata è vibrazione, comunicazione con il “fuori di noi” e riveste quindi una grande importanza per quel “collegamento con l’Energia” di cui si diceva. Il Kuji tracciato ha, invece, un valore aggiunto in quanto sigillo con, frequentemente, una funzione apotropaica o di magnetismo verso energie positive.

Quali sono le qualità che il Ku-Ji conferisce ai propri adepti?

Anche su questo il testo da ma redatto offre un’ampia gamma di dettagli, con riferimento a ciascuna delle Nove Posizioni. Diciamo, in estrema sintesi, che lo scopo è quello di potenziare le qualità psicofisiche dei praticanti.

Ognuno dei nove simboli ha una funzione per accedere ad una qualità fisica o spirituale specifica?

Sì, come spiegato nel testo ogni “posizione” corrisponde ad uno specifico scopo, ma il Kuji Kiri andrebbe visto come un insieme che si esprime al meglio nella sua interezza nel fornire un surplus di Energia.

Nel libro spiega che i segni diventano anche amuleti, come è possibile? L'amuleto nell'esoterismo orientale ha la stessa funzione attribuita in Occidente?

In questo Oriente ed Occidente sono simili: amuleti, talismani, simboli magici servono sostanzialmente a due scopi: allontanare energie negative e/o attrarre quelle benevole. Alcune “rappresentazioni simboliche” grafiche della pratica del Kuji erano (e sono) usate in tal senso e per questo tracciate su armi ed armature o su rotoli di carta di riso da portare con sé.

Oggi in Giappone la pratica dei segni mistici come sopravvive?

Come tutte le pratiche più esoteriche: confinata per lo più in eremi o monasteri in particolare delle sette buddiste Shugendo e Yamabushi o affidata a “famiglie” che la coltivano per tradizione, ovviamente in particolare nei pressi delle città di Koga ed Iga dove, non a caso, fiorirono scuole e clan Shinobi.

Quale consiglio possiamo dare a chi intende avvicinarsi a questa forma di pratica orientale?

Di agire con pazienza, meticolosità ed una certa dose… di prudenza. 

 

Ti è piaciuta l'intervista? Puoi approfondire attraverso le letture che ti suggeriamo:

Kuji Kiri magia segreta dei ninja 
Shuriken 
Ninja segreto
Ninja controllo della mente

 

Ordine minimo di 25 euro. A casa riceverai solo libri senza costi di spedizione EdMed PayPal