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Intervista a Cristina Corrada

Sono Qui, Nadia Toffa intervista all'autrice

Quando ascoltiamo con l'anima i miracoli possono accadere.
Proprio così. Il libro Sono Qui, Nadia Toffa è il racconto dell'incontro straordinario
tra Cristina Corrada e la giornalista, avvenuto pochi mesi dopo la sua scomparsa.
E' anche la storia di una persona sensibile, che ha coltivato nel tempo la propria
capacità di attenzione ed ha imparato a leggere i messaggi sottili che l'universo
ogni giorno invia a chi sa ascoltare.
L'Autrice racchiude nel libro un segnale di speranza e amore profondo che,
attraverso le sedute di metafonia, ha condiviso con la stessa Nadia Toffa assieme ad altre
verità sulla vita e l'Aldilà.

Di questo e molto altro abbiamo parlato con Cristina Corrada, che ringraziamo per l'intervista:

- Dopo aver letto la sua emozionante storia, la prima domanda che viene da porgerle è:
ma la casualità esiste?

Innanzitutto grazie a voi per l'intervista. A mio modesto parere e in base alle esperienze vissute
mi sento di dire che il caso non esiste e che c'è un motivo per tutto ciò che ci accade.
Durante il percorso che ho intrapreso dopo la dipartita di mia mamma
per me è stato un susseguirsi di episodi che mi hanno portata a questa conclusione.
Noi esseri umani siamo qui sul piano fisico per una ragione ben precisa, per seguire
il nostro destino cioè il nostro programma di vita il quale ci porta a fare determinate esperienze
e ad incontrare determinate persone che servono nel bene e nel male per il nostro percorso
di crescita spirituale e quindi di evoluzione.

Nel libro racconta di aver ricevuto contatti spontanei dall'aldilà già in età infantile,
ha provato a spiegarsi il perchè di tali contatti?

Leggendo diversi libri, ho scoperto che fino all'eta di 7 anni i bambini sono legati/collegati
con l'altra dimensione nel senso che vedono, sentono e percepiscono molto.
Non so perché questo accade, penso che sia una questione di sensibilità e purezza dell'anima
che non è ancora contaminata da fattori esterni e quindi è più ricettiva a tali fenomeni.
Poi c'è un altro fattore e credo sia il rapporto che tu hai avuto con il trapassato quando era qui
nella nostra dimensione.
Anche perchè nel momento del trapasso il nostro caro si rende conto che può sentire e vedere
e quindi cerca di avere un contatto con noi.
All'epoca però ero troppo giovane e nonostante credessi a questi fenomeni non sapevo
con chi parlarne e di conseguenza ho continuato la mia vita finchè ho raggiunto un'età
in cui ho cominciato a pormi delle domande.

Spesso i nostri cari defunti ci inviano dei veri e propri messaggi che sta a noi distinguere,
immersi nella frenesia del vivere quotidiano. Pensa che il fenomeno dei vissuti soggettivi
di contatto con defunti e entità spirituali sia sottovalutato? Se sì, per quale motivo?

Purtroppo la maggior parte delle persone tende sempre a dare un senso logico a quello
che accade loro, ciò riguarda soprattutto le persone che non credono possibili tali fenomeni.
Viviamo purtroppo in un mondo frenetico e credo che pensare in modo spirituale sia davvero per pochi.

Nel racconto della sua vita, attraverso i contatti con le anime vediamo come ogni trapassato
comunichi in modo differente: c'è chi materializza apporti, chi inizialmente le compare
in sogno come Nadia Toffa, chi si manifesta in altri modi.
Perché le anime entrano in contatto in modi diversi? Da cosa dipende?

Ogni entità o anima cerca di mettersi in contatto con noi in modo diverso.
Spesso scelgono il modo più delicato in base a come noi siamo pronti a riceverlo.
Una cosa che ho notato durante le mie ricerche è che dipende anche molto dal carattere
che avevano quando erano in vita.
Ad esempio mia mamma è restia a comunicare tramite metafonia, con lei sono riuscita
ad avere contatti durante il sonno, attraverso i sogni, e inizialmente degli apporti
con le monete ma nulla di più.
Ho fatto l'esempio di mia mamma perchè in vita era una persona molto riservata.
Al contrario di Nadia che è stata un vero e proprio uragano mantenendo intatto
il suo carattere prorompente e grintoso e manifestandosi a me con grande forza in diversi modi.

Esattamente come ha vissuto il passaggio dai contatti spontanei alla metafonia, ce lo può raccontare?

Quando ho scoperto che esisteva la possibilità di comunicare con l'altra dimensione
attraverso la metafonia mi si è aperto un mondo.
Naturalmente non è stato facile nel senso pratico, perché non sapevo
da che parte incominciare e nemmeno avevo gli strumenti adeguati.

Per un certo periodo ha costituito un GRUPPO di ricerca assieme ad altre persone sensibili e appassionate:
la metafonia è una pratica accessibile a tutti o necessita di caratteristiche particolari?

A mio modesto parere la metafonia è una tecnica accessibile a tutti ovviamente con le sue difficoltà.
Richiede tanto impegno e concentrazione e non bisogna demoralizzarsi se non si ottengono subito dei risultati.
Bisogna avere molta costanza e abituare anche le anime in ascolto a darsi una sorta di appuntamento,
questa è una cosa molto importante.
So di molte mamme che si sono avvicinate alla tecnica metafonica per cercare di avere
un contatto con i loro figli nell'altra dimensione ed hanno ottenuto ottimi risultati.
E' la dimostrazione che il legame che avevano in vita neanche la morte del corpo fisico lo può spezzare.

Negli ultimi anni con le nuove tecnologie di cui si dispone, la metafonia è cambiata molto?

La mia risposta è sì! Oggi ci sono in commercio strumenti avanzati che agevolano
la registrazione delle voci.
In passato tramite radio si cercava di sintonizzarsi sulle onde corte, utilizzando nastri magnetici.
Oggi con l'aiuto del computer è molto più semplice. Io ad esempio uso spesso e volentieri
una radio online su emittenti straniere e registro con il programma Audacity.

Quali sono i rischi a cui si è maggiormente esposti quando si pratica la metafonia?

Mi sento di dire che non si corre nessun rischio, ma quando si praticano le tecniche di registrazione
e si cerca di avere dei contatti con l'altra dimensione bisogna essere consapevoli di quello che si sta
facendo e avere molto rispetto.
La prima regola da tener sempre presente è lo stato d'animo e il livello di energia,
nel senso che bisogna sentirsi in condizioni ottimali sia a livello fisico che mentale perché
comunicare con l'altra dimensione richiede un dispendio energetico.
Poi consiglio un minimo di preparazione, facendo mentalmente anche una preghiera e
un segno della croce, accendere una candelina bianca e un incenso di palo santo.
Tutto questo sarà di aiuto per iniziare il contatto nella maniera più ottimale e protetta.

Alcuni dei conoscenti e amici di cui parla nel libro utilizzano altre tecniche, come la chiaro-udienza,
la meditazione Theta Ealing o il pendolo: nel tempo ha avuto modo di provare a cimentarsi
lei stessa in altre tecniche?

Sì, ho provato con il pendolo ma sono troppo innamorata della metafonia.
Quando sperimento mi piace avere prove certe di quello
che faccio e che ascolto e credo che sia importantissimo perché serve a dare
un'ulteriore testimonianza che la vita continua.
E poi l'emozione che si prova nel ricevere delle risposte, nel sentire le loro voci,
nel sentir pronunciare il proprio nome, credetemi è meravigliosa.

Il suo libro racchiude un messaggio di speranza e amore rivolto a tutte le persone e a tutte le anime.
Cosa possiamo fare di concreto ogni giorno per vivere pienamente il nostro tempo e superare le nostre paure?

Sì il libro deve portare speranza e amore.
Dobbiamo superare le nostre paure e pensare che siamo qui per fare un'esperienza.
Dobbiamo capire che tutti noi arriviamo dal mondo dello spirito e purtroppo troppo spesso
si perde la connessione con la nostra vera "casa", facendoci sopraffare dalla nostra
quotidianità e dalle cose materiali.
A tutte quelle persone che pensano di aver perso un proprio caro voglio dire che questa
è un'occasione che deve portare a trasformare il dolore in amore.

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