Caos magico ovvero tutto quello che c'è da sapere sulla magia del caos
Chi è troppo rigido, ordinato e pacificato con se stesso non ha l’energia vitale per creare qualcosa di straordinario. Questa considerazione ha qualcosa a che fare con le vecchie certezze che cadono mentre ancora non si sono formate le nuove. Ancora di più ha qualcosa a che vedere con le pratiche magiche, i tipi di magia e l'esoterismo in generale. Non è dogma bensì paradigma, ancor di più per gli adepti del caos magico ovvero magia del caos.
Per creare qualcosa di nuovo devi prima distruggere quello che c'è. La creazione implica la distruzione e un momento di passaggio in cui il nuovo deve ancora divenire mentre il vecchio ha già perso valore. E' il caos. Se ti sembra confusione o disordine sei sulla strada sbagliata perché è caos nella sua accezione più alta. Non ci credi? Nel caos c'è tutto. Il caos genera l'ordine, lo include e poi, meravigliosamente, lo supera. Dal caos può nascere una stella.
E' la forza generatrice che aspetta di prendere forma. Potente e magico caos. Possiamo guardarci attorno, oppure spostarci di poco. Del resto il processo di distruzione creazione è ritmico, quindi lo ritroviamo ciclicamente presente nel susseguire dei tempi come spinta generativa del cambiamento inteso come spinta all'umana evoluzione.
Allora, spostiamoci di poco. Anni Sessanta del secolo scorso. Precisamente la fine del decennio, in Inghilterra. Sono anni che definire turbolenti è poco. C'è grande inquietudine giovanile e non solo. Le vecchie certezze stanno crollando in tutti i settori. L'onda del cambiamento è percepita nei diversi ambiti della vita da tutti gli strati sociali. Un'onda di immensa potenza e creatività come racconta con grande forza narrativa Peter J. Carroll in apertura del saggio Chaos Magic in cui restituisce un solenne e intenso affresco sociale ed esoterico del periodo piuttosto rapidamente il rispetto per le autorità e le religioni organizzate andò in declino, la fisica quantistica e la cosmologia relativistica divennero di dominio pubblico, stili di vita e culture alternative divennero quasi delle tendenze dominanti.
Anche le discipline esoteriche iniziano ad interessare un pubblico sorprendentemente vasto godendo della ripubblicazione di testi classici della magia e l'introduzione di antica sapienza esoterica orientale L’interesse per l’occulto si sovrappose in particolare alle idee del misticismo indiano e un nuovo revival magico prese piede. Ciò che rese questo revival più significativo dei precedenti fu la disponibilità di libri che rivelavano le pratiche magiche degli ordini occulti di epoche precedenti. Non più strumenti ad appannaggio di pochi ma linfa vitale per molti.
In questo contesto la O di obsoleto marchia a fuoco il consenso sociale: nessuno sente più il bisogno di aderire a norme prestabilite e condivise. Cosa resta quando i vecchi paradigmi agonizzano? Il caos primordiale che genera nuove risposte. Come accaduto in epoche passate segnate da tumulti culturali, si verifica un nuovo rinascimento magico e le persone cercarono sia di ridare vigore ad antiche sapienze, sia di ottenere nuove intuizioni esoteriche. In quegli anni la nuova risposta si traduce in libertà di sperimentazione personale. Sperimentare diventa prassi nei costumi culturali come nelle arti magiche. E' il caos. Il caos creativo. Il caos magico.
Tipi di magia, magia cerimoniale e magia del caos
La scintilla della sperimentazione e la facilità di avvicinare la dimensione esoterica segna in modo indelebile il percorso tracciato dai primi caoisti, gli anticipatori che hanno esercitato tipi di magia caotica come la conosciamo oggi. Anzi, Carroll individua tre grandi occultisti come precursori di questo tipo di magia: Samuel Liddel MacGregor Mathers e la sua Golden Dawn, Aleister Crowley e la sua success Magik, e poi le arti magiche di Austin Osman Spare, tramandate principalmente nel libro The Magical Revival di Kenneth Grant.
Dalla magia cerimoniale alla Chaos Magik, a parere di Carroll gli esoteristi Mathers, Crowley e Spare contribuiranno ognuno a suo modo. L'occultista Mathers per la sua personale sintesi creativa di tradizioni esoteriche che fa poi confluire nell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata. Il mago Crowley perché esaspera la pratica magica nella sua ricerca di stati alterati di coscienza sempre più estremi e poi perché fa della sua Magik una sperimentazione costante, spogliando le procedure rituali della rigorosa aderenza alle forme della magia cerimoniale modificando il rito sulla base dei risultati ottenuti. Osman Spare che pratica la divinazione, l'evocazione, lancia incantesimi e sortilegi, crea sigilli mettendo il potere della mente subconscia alla base della sua arte magica.
Dobbiamo arrivare all'inizio degli anni Settanta con il caoista Peter J. Carroll e il suo Nulla è vero, tutto è permesso contenuto nel Liber Null per vedere adagiato tra le pagine di un libro il seme magico della trasformazione caotica ovvero l'inizio ufficiale della Chaos Magic.
Praticare la magia del caos
Nessuna iniziazione formale, niente abiti cerimoniali codificati, oggetti rituali riconoscibili. Scorda gli orpelli e ricorda che niente è vero, tutto è permesso. La magia del caos ha un approccio pragmatico e vario che disconosce il dogma e abbraccia il paradigma. Come già sperimentato da Crowley, si tratta di una success magic, un tipo di magia pragmatica che abbandona il formalismo e guarda al risultato. Sulla base dell'effetto pratico ottenuto il mago apporta modifiche lasciando andare di volta in volta quello che non ha funzionato e modificando così il proprio rituale. Allora nessuna verità è monolitica e tutto diventa relativo, relativo al sistema di credenze adottato dai maghi del caos.
Sulla possibilità di adattare cerimoniali e sistemi operativi sulla base della propria immaginazione e creatività osserva l'esoterista Sebastiano Fusco nella prefazione a Chaos Magic: Per la verità, questo non è in contraddizione con ciò che raccomandavano gli stessi maghi rinascimentali, a cominciare dal maggiore di tutti, Enrico Cornelio Agrippa. Nel suo De Occulta Philosophia, dice chiaramente che l’operatore deve elaborare una cerimonia specifica ritagliata su se stesso e che le liturgie descritte nei grimori sono portate soltanto a titolo d’esempio. La differenza oggi soggiace nel considerare la moderna cultura di massa depositaria di simboli potenti al pari dei grimori del Rinascimento.
All'interno del paradigma scelto, la pratica della magia caotica si concentra su come eludere la mente conscia per inserire nel subconscio un risultato da trasferire poi nella realtà.
I maghi del caos entrano in uno stato di alterazione della coscienza in cui viene meno il dialogo interno con la mente razionale. In questo stato alterato il caoista si focalizza su un unico punto designato come risultato finale dell'incantesimo. In pratica il subconscio funziona da porta dimensionale aperta sull’Assoluto.
Come spiega la maga caoista Ivy Corvus nel libro La Magia del Caos, si tratta di far comunicare macrocosmo e microcosmo trovando una personale chiave operativa all'interno di una dimensione esoterica in cui la magia del caos è solo uno dei tipi di magia pratica.
Questa osservazione ti sorprende? Eppure, come nelle grandi tradizioni misteriche e altri percorsi esoterici, anche nel caso della magia caotica ognuno percepisce la realtà esteriore come riflesso diretto del proprio mondo interiore.
E tu in che relazione sei con il Caos? Guarda tra le letture suggerite per approfondire la conoscenza della Magia del caos.



